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Deglutizione atipica e ortodonzia: quando logopedista e dentista collaborano

Apparecchio che non basta, denti che tornano storti, lingua che spinge: cos'è la deglutizione atipica, perché coinvolge logopedista e ortodontista insieme e come si tratta. Guida Studio PRISMA Ladispoli.

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Deglutizione atipica e ortodonzia: quando logopedista e dentista collaborano

Capita più spesso di quanto si pensi: un bambino porta l’apparecchio per mesi, i denti si allineano, ma appena lo si toglie tendono a tornare come prima. Oppure l’ortodontista, prima ancora di iniziare, dice: “Serve anche il logopedista”. Il motivo, nella maggior parte dei casi, è uno: la deglutizione atipica.

Cos’è la deglutizione atipica

Deglutiamo circa mille volte al giorno, quasi sempre senza accorgercene. In una deglutizione corretta la lingua si appoggia al palato, dietro gli incisivi superiori. Nella deglutizione atipica, invece, la lingua spinge contro o tra i denti (spesso anteriormente).

Mille piccole spinte al giorno, ogni giorno, esercitano una forza notevole: nel tempo possono spostare i denti e influenzare la forma del palato e l’occlusione. È una delle ragioni per cui certe malocclusioni si formano — o ritornano dopo l’ortodonzia.

Perché logopedista e dentista lavorano insieme

Qui sta il punto chiave: l’apparecchio sposta i denti, ma non cambia come la lingua spinge. Se la causa funzionale (la spinta linguale, una respirazione orale, abitudini come il succhiamento prolungato) resta, il rischio di recidiva dopo l’ortodonzia è alto.

Per questo l’approccio migliore è in squadra:

  • l’ortodontista corregge la posizione dei denti e dell’osso;
  • il logopedista rieduca la funzione — lingua, deglutizione, respirazione, tono muscolare — con la cosiddetta terapia miofunzionale orofacciale.

Insieme, trattano sia l’effetto sia la causa. Il risultato ortodontico diventa molto più stabile nel tempo.

I segnali che possono indicare una deglutizione atipica

  • lingua visibile tra i denti quando si deglutisce o a riposo;
  • bocca spesso aperta, respirazione prevalentemente orale;
  • difficoltà a pronunciare alcuni suoni (la “s” interdentale, il classico “parlare con la zeppola”);
  • denti anteriori che non combaciano (morso aperto);
  • abitudini come succhiare il pollice o il ciuccio oltre i 3 anni;
  • recidiva dopo un trattamento ortodontico.

Come si tratta

La terapia miofunzionale è un percorso di esercizi mirati che rieducano:

  • il corretto posizionamento della lingua a riposo e in deglutizione;
  • il tono e la coordinazione dei muscoli orofacciali;
  • la respirazione nasale (in collaborazione, quando serve, con l’otorinolaringoiatra per adenoidi o problemi respiratori);
  • l’eliminazione delle abitudini viziate.

È un lavoro fatto di costanza e di piccoli esercizi quotidiani, in cui la collaborazione della famiglia è decisiva. L’età ideale per intervenire è spesso quella scolare, ma anche negli adulti la rieducazione è possibile. Trovi un quadro generale nella pagina della nostra logopedia.

Quando rivolgersi a noi

Se l’ortodontista ha consigliato un supporto logopedico, o se noti che tuo figlio tiene la lingua tra i denti e la bocca aperta, una valutazione miofunzionale è il primo passo. Allo Studio PRISMA di Ladispoli lavoriamo volentieri in rete con gli ortodontisti del territorio per percorsi integrati, a beneficio dei pazienti di Ladispoli, Cerveteri e dei comuni vicini.

Vuoi saperne di più o prenotare una valutazione? Contattaci: rispondiamo entro 24 ore.

Articolo a scopo informativo, non sostituisce la valutazione di un logopedista, di un odontoiatra/ortodontista o di un otorinolaringoiatra.

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