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Deglutizione e neurologiaAdulti e anziani

Afasia e disartria dopo un ictus

Quando dopo un evento neurologico cambiano linguaggio o parola, la riabilitazione parte da ciò che la persona deve tornare a fare nella vita quotidiana.

Capire prima di intervenire

Un nome aiuta a orientarsi. Il profilo della persona decide il percorso.

Di cosa stiamo parlando

L’afasia riguarda l’uso e la comprensione del linguaggio: parlare, trovare parole, comprendere, leggere o scrivere. La disartria riguarda invece il controllo motorio della parola e può renderla lenta, debole o poco comprensibile. Possono comparire insieme dopo ictus o altre condizioni neurologiche, ma non significano perdita dell’intelligenza.

Come costruiamo l’intervento

La valutazione collega prove neurolinguistiche e motorie alle attività importanti per la persona: conversare, telefonare, leggere messaggi, gestire documenti o farsi capire dai familiari. Il trattamento può lavorare sul recupero delle funzioni, su strategie compensative e su supporti comunicativi. Il caregiver viene coinvolto per rendere più accessibili le conversazioni quotidiane.

Afasia e disartria non sono la stessa cosa

Nell’afasia è alterato il linguaggio; nella disartria è compromessa la realizzazione motoria della parola. La distinzione cambia valutazione, obiettivi e strategie.

Comunicare non significa solo parlare

Gesti, scrittura, immagini, tecnologia e interlocutori preparati possono sostenere la comunicazione mentre si lavora sul recupero.

La fase cronica non equivale a “troppo tardi”

Anche a distanza dall’evento possono esserci obiettivi significativi. Indicazione, intensità e aspettative vanno però definite sul profilo individuale.

Cambiamenti che possono comparire dopo l’evento
  • Difficoltà a trovare parole
  • Parole sostituite, frasi incomplete o difficoltà a comprendere
  • Lettura e scrittura diventate più faticose o non funzionali
  • Parola impastata, lenta, debole o difficile da capire
Tempi e costi

Intensità e durata dipendono da fase del recupero, condizioni generali, obiettivi e risposta al trattamento. Il progetto viene rivalutato nel tempo.

40 - 50 €
Seduta di 40-50 minuti, con fattura sanitaria
Consulta tutte le tariffe
Il percorso

Dalla domanda iniziale a obiettivi verificabili.

Queste tappe descrivono il metodo di lavoro, non un protocollo rigido. Possono cambiare ordine o intensità in base alla valutazione.

  1. 1

    Documentazione e priorità

    Partiamo dai referti disponibili, dalla fase clinica e dalle attività che oggi creano maggiore dipendenza o frustrazione.

  2. 2

    Profilo funzionale

    Valutiamo linguaggio, parola e canali comunicativi utilizzabili, senza fermarci al punteggio di un singolo test.

  3. 3

    Progetto riabilitativo

    Definiamo obiettivi di recupero e compenso collegati a contesti concreti, con materiali adatti alla persona.

  4. 4

    Caregiver e verifica

    Condividiamo strategie per facilitare le conversazioni e rivalutiamo periodicamente attività, partecipazione e carico familiare.

Possibili obiettivi

Cosa può entrare nel progetto

  • Recuperare o sostenere le funzioni linguistiche e motorie utili
  • Rendere più efficaci le conversazioni con familiari e professionisti
  • Aumentare autonomia in attività come telefono, messaggi e documenti
  • Offrire al caregiver strategie che aiutino senza sostituirsi alla persona
Chi segue il percorso

Competenze coerenti con la richiesta.

La Dr.ssa Sara Spaccatrosi segue afasia, disartria e riabilitazione post-ictus. Il progetto logopedico si integra con le indicazioni del team medico e riabilitativo e con le priorità della persona e della famiglia.

Per approfondire

Guide collegate, scelte per questa pagina.

Pochi contenuti pertinenti, così puoi proseguire senza finire in un labirinto di articoli tutti uguali.

Domande frequenti

Dubbi comuni su afasia e disartria dopo un ictus

Quando iniziare dopo l’ictus?+
Quando il team curante ritiene la persona clinicamente stabile e la valutazione riabilitativa lo indica. Anche nelle fasi successive possono esserci obiettivi utili.
Afasia significa che la persona non capisce più nulla?+
No. L’afasia può interessare comprensione ed espressione in misura diversa, ma non coincide con una perdita dell’intelligenza. Parlare con frasi chiare, dare tempo e verificare il messaggio aiuta a non escludere la persona.
Si può fare anche a distanza?+
Alcune attività e momenti di counseling possono svolgersi in videochiamata se attenzione, strumenti, supporto del caregiver e obiettivi lo consentono. La modalità viene decisa dopo la valutazione.
Il caregiver partecipa alle sedute?+
Quando utile e con il consenso della persona, sì. Può imparare strategie per facilitare lo scambio, preparare materiali funzionali e osservare i cambiamenti fuori dalla seduta.
Colloquio orientativo gratuito

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