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Guida pratica per le famiglie

Indennità di frequenza INPS: cosa sapere davvero

Un bambino con DSA, Disturbo Primario di Linguaggio, disabilità o altre difficoltà può avere diritto all’indennità di frequenza, ma la diagnosi da sola non basta. L’INPS deve riconoscere difficoltà persistenti nello svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, insieme agli altri requisiti previsti.

Il punto più importante

DSA o DPL non significano automaticamente “invalidità”

La commissione non decide in base alla sola etichetta diagnostica. Valuta quanto le difficoltà incidono in modo persistente sulla vita scolastica, comunicativa, relazionale e quotidiana del minore. Due bambini con la stessa diagnosi possono quindi ricevere esiti diversi.

Nelle relazioni è utile descrivere esempi concreti, intensità del supporto necessario, andamento nel tempo e interventi già attivati. Documenti molto lunghi ma vaghi aiutano meno di un profilo funzionale preciso.

Procedura

Come si richiede, passo dopo passo

La procedura è in fase di riforma e cambia in base alla provincia di residenza. Questi passaggi sono riferiti alla provincia di Roma e alla situazione aggiornata ad agosto 2026.

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    Parlane con il medico certificatore

    Porta diagnosi, relazioni specialistiche e documentazione che descriva le difficoltà concrete del bambino. Il medico valuta se avviare l’accertamento e trasmette all’INPS il certificato medico introduttivo.

  2. 2

    Raccogli documenti chiari e aggiornati

    Sono utili la diagnosi con profilo funzionale, le relazioni cliniche, il PDP o il PEI, eventuali certificazioni della scuola e le attestazioni dei trattamenti riabilitativi. Non conta solo il nome della diagnosi, ma il suo impatto nelle attività proprie dell’età.

  3. 3

    Segui la procedura INPS prevista per la tua provincia

    La riforma dell’accertamento della disabilità è in applicazione progressiva. Nella provincia di Roma è attiva dal 1° marzo 2026: dopo l’invio del certificato medico introduttivo segue l’accertamento sanitario, senza la precedente domanda amministrativa iniziale.

  4. 4

    Partecipa all’accertamento medico-legale

    La commissione valuta la documentazione e il funzionamento del minore. Il riconoscimento non è automatico e lo Studio PRISMA non può prevedere o garantire l’esito.

  5. 5

    Completa i dati per l’eventuale pagamento

    Se il requisito sanitario viene riconosciuto, l’INPS verifica anche frequenza, residenza, incompatibilità e reddito personale del minore. Un patronato può aiutare gratuitamente a controllare i passaggi amministrativi.

Requisiti principali

Cosa verifica l’INPS

  • Età: il beneficiario deve avere meno di 18 anni.
  • Requisito sanitario: difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della minore età, riconosciute nell’accertamento.
  • Frequenza: scuola, centro di formazione oppure centro specializzato nei casi e secondo le condizioni indicate dall’INPS.
  • Requisiti amministrativi: reddito personale del minore entro la soglia, residenza stabile in Italia e condizioni di cittadinanza o soggiorno previste.

Prima di iniziare

A chi chiedere aiuto

Il medico certificatore avvia la parte sanitaria. Per la parte amministrativa puoi rivolgerti a un patronato o accedere ai servizi INPS con SPID, CIE o CNS, secondo la procedura applicabile.

Questa guida è informativa e non sostituisce le indicazioni dell’INPS, del medico certificatore o del patronato. Lo Studio può fornire la documentazione clinica di propria competenza, ma non presenta la domanda e non può garantirne l’accoglimento.

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