Respirazione orale nei bambini: segnali, cause e ruolo della logopedia
Bocca aperta, russamento e lingua bassa: come riconoscere la respirazione orale nei bambini e quando coinvolgere otorino, ortodontista e logopedista.

Un bambino che tiene spesso la bocca aperta non è semplicemente “distratto”. Se la postura compare ogni giorno, anche durante il sonno, può essere il segno di una respirazione orale cronica o di un disturbo miofunzionale orofacciale.
Il punto non è costringerlo a chiudere le labbra. Prima bisogna capire se il naso gli permette davvero di respirare bene.
I segnali da osservare
I segnali più comuni sono:
- bocca aperta a riposo;
- labbra spesso secche;
- lingua bassa o spinta in avanti;
- russamento, sonno agitato o frequenti risvegli;
- voce nasale o, al contrario, “chiusa”;
- masticazione rumorosa e necessità di bere spesso durante il pasto;
- deglutizione con spinta della lingua tra i denti;
- difficoltà articolatorie, soprattutto suoni prodotti vicino agli incisivi;
- stanchezza o difficoltà di attenzione al mattino.
Un singolo segno non basta. Conta la frequenza, la durata e l’associazione con altri sintomi.
Perché un bambino respira con la bocca
Le cause possono includere adenoidi o tonsille aumentate di volume, allergie, turbinati ingrossati, deviazioni del setto o altre condizioni che ostacolano il passaggio dell’aria. Possono contribuire anche abitudini orali prolungate e schemi motori diventati automatici.
Per questo il primo passaggio, quando si sospetta un’ostruzione, è medico. L’otorinolaringoiatra valuta le vie aeree; l’ortodontista o l’odontoiatra considera crescita craniofacciale e occlusione.
Il logopedista non “apre” il naso
La terapia miofunzionale non può risolvere un’ostruzione anatomica. Tentare esercizi per chiudere la bocca quando il bambino non respira comodamente dal naso è inutile e può essere controproducente.
Dopo che le vie aeree sono state valutate e, se necessario, trattate, il logopedista può lavorare su:
- consapevolezza della respirazione nasale;
- postura di riposo di labbra, mandibola e lingua;
- sigillo linguale sul palato;
- coordinazione tra respirazione, masticazione e deglutizione;
- articolazione dei suoni eventualmente distorti;
- generalizzazione delle nuove abitudini nella vita quotidiana.
Nei bambini piccoli il lavoro deve essere concreto, breve e compatibile con la capacità di controllare volontariamente i movimenti. Una scheda di esercizi standard uguale per tutti serve a poco.
Quando chiedere una valutazione
È opportuno parlarne con il pediatra se la bocca resta aperta per gran parte della giornata, se il bambino russa abitualmente, sembra avere pause respiratorie, dorme male o mostra difficoltà durante i pasti.
Una valutazione logopedica è utile quando, oltre alla respirazione orale, sono presenti deglutizione atipica, postura linguale alterata o difficoltà di pronuncia.
Allo Studio PRISMA di Ladispoli inquadriamo il funzionamento orofacciale e collaboriamo con le figure mediche e odontoiatriche quando necessario. Approfondisci la deglutizione atipica oppure contattaci per capire da quale valutazione partire.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del pediatra o dell’otorinolaringoiatra.